postheadericon Approfondimenti

 

 

SE I BAMBINI...............

Se i bambini vivono con le critiche, imparano a criticare
Se i bambini vivono con l'ostilità, imparano a combattere
Se i bambini vivono con la paura, imparano ad essere apprensivi
Se i bambini vivono con la pietà, imparano a commiserarsi
Se i bambini vivono con il ridicolo, imparano ad essere timidi
Se i bambini vivono con la gelosia, imparano a provare invidia
Se i bambini vivono con la vergogna, imparano a sentirsi colpevoli
Se i bambini vivono con l'incoraggiamento, imparano ad essere sicuri di sé
Se i bambini vivono con la tolleranza, imparano ad essere pazienti
Se i bambini vivono con la lode, imparano ad apprezzare
Se i bambini vivono con l'accettazione, imparano ad amare
Se i bambini vivono con l'approvazione, imparano a piacersi
Se i bambini vivono con il riconoscimento, imparano che è bene avere un
obiettivo
Se i bambini vivono con la condivisione, imparano a essere generosi
Se i bambini vivono con l'onestà, imparano ad essere sinceri
Se i bambini vivono con la correttezza, imparano cos'è la giustizia 
Se i bambini vivono con la gentilezza e la considerazione, imparano ad avere
fiducia in sé stessi e nel prossimo
Se i bambini vivono con la benevolenza, imparano che il mondo è un bel 
posto in cui vivere 
DOROTHY  L.NOLTE

Chiunque viva a contatto con i bambini sa che hanno bisogno di muoversi, di esplorare, di fare delle domande, di socializzare con i coetanei oltre che con gli adulti, di giocare e di inventare.
ANNA OLIVERIO FERRARIS

Seminate nei bambini buone idee, perché anche se oggi non le comprendono, un giorno fioriranno.
MARIA MONTESSORI

"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""

Un contadino trovò il bozzolo di una farfalla sul sentiero che stava percorrendo, pensò che per terra sarebbe stato in pericolo, e allora lo raccolse e lo portò a casa, per proteggere la piccola farfalla  che stava per nascere. Il giorno dopo si rese conto che nel bozzolo c'era un piccolo foro, quindi iniziò a osservarlo e vide che la piccola farfalla stava lottando per venirne fuori. Lo sforzo del piccolissimo animale era enorme, ma per quanto si sforzava non riusciva a uscire. A un  certo punto la farfalla sembrò rinunciare, rimase immobile, come se si fosse arresa; così il contadino, impietosito dallo sforzo della piccola farfalla,  tirò fuori  un coltellino da lavoro e delicatamente cercò di allargare il foro per facilitare l'uscita della farafalla. Voleva aiutarla a liberarsi e ci riuscì. La farfalla uscì  senza compiere  alcuno sforzo, eppure quando uscì il suo corpo era strano, le sue ali era come se fossero infiammate. Il contadino  attese pensando che quella fosse una fase passeggera. Pensò che presto la farfalla avrebbe disteso le ali e spiccato il volo. Ma non andò così. L'animale continuò a trascinarsi e dopo poco morì. Il contadino capi il grave errore che aveva commesso, imparò una lezione che non si scordò per tutta la vita: attraverso le difficoltà la natura ci rende più forti e capaci di realizzare i nostri sogni.        Questa favola ci insegna almeno due cose di fondamentale importanza. Intanto non sempre ciò che è facile è meglio. Non sempre  ciò che è facile ci porta vantaggio, perché spesso è superando  le difficoltà che diventiamo più forti, a volte, anzi, come nel caso della farafalla, possono salvarci  la vita. Le prove della vita ci aiutano ad essere migliori, a progredire. Un bambino impara a stare in equilibrio cadendo, e se gli impedissimo di fare  l'esperienza della caduta, gli impediremmo anche la possibilità di imparare a stare in piedi. Questo significa che la via più difficile  spesso è quella più utile. Troppe volte le persone sono a chiedersi come fare più in fretta, e presi dalla foga di dover risparmiare tempo, denaro o energie, compiono delle scelte sbagliate.  Compiono delle furbizie, cercando di saltare a piè pari le difficoltà che incontrano nel loro cammino, ma in questo modo perdono in forza di volontà, autodisciplina, spirito di sacrificio, tre elementi particolarmente importanti nella nostra vita.
Il secondo, importante insegnamento, è che talvolta, quando cerchiamo di proteggere le persone a cui vogliamo bene, le rendiamo più fragili, e questo significa che aiutare può non essere utile.  Abbiamo un impulso, un istinto,  a evitare che le persone a cui vogliamo bene entrino in contato con emozioni spiacevoli, con la sofferenza, mentre spesso il dolore, la sofferenza, vanno conosciuti, sperimentati, toccati con mano. Questo non significa che dobbiamo lasciare da sole, nel dolore, le persone che amiamo, possiamo stare al loro fianco in silenzio, far loro sentire che ci siamo, ma è importante rispettarne i tempi e gli spazi, far sì che loro possano imparare a gestire queste emozioni in autonomia. Ci sono momenti in cui dobbiamo essere presenti, ma quella lotta non può essere portata avanti e conclusa da nessuna persona se non da colei che sta soffrendo.  Il nostro compito è solo quello di stare accanto, far sì che la persona acceda alle proprie risorse interne, ma non sostituirci a lei.
Alcune prove sono indispensabili per poter crescere forti e fiduciosi in sé stessi.



"Se un uovo viene rotto da una forza esterna , la vita finisce. Se viene rotto da una forza interna, la vita inizia. Le grandi cose iniziano sempre da dentro"

"Ogni progresso deve venire dal profondo e non può essere in alcun modo incalzato o affrettato. Tutto è condurre a termine e poi partorire" (Rilke)


"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""

Non identificare te stesso con un tuo difetto, o con quella caratteristica che non ti piace.

E non è nemmeno opportuno identificarti con la tua qualità migliore.
Guardati con realismo e con accoglienza di tutte le tue parti.

Per quanto ti riguarda  vale la pena che tu ricordi le tue parti migliori, le valorizzi ogni giorno coltivandole al meglio. Valorizzare e coltivare, guardare e godere dei tuoi doni, senza inorgoglirtene, ma senz'altro senza dimenticarli a scapito dei tuoi lati più fragili.

Se pensi sempre a ciò che in te appare più debole e meno sviluppato, rischi ogni giorno di pensare che questa parte meno sviluppata sia quella che domina la tua personalità. Mentre molto dipende dalla prospettiva dalla quale ti guardi. Cambia prospettiva e ti troverai di fronte ad un te stesso che ti piacerà, perché starai vedendo con più chiarezza qualità e caratteristiche che ti stupiranno.

Questo può avvenire a tutte le età.

Certo più passano gli anni e più fai fatica a guardare la realtà da punti di vista diversi, perché sei più statico, ti muovi meno, sei meno agile, più pesante, più rigido, e non intendo solo fisicamente.
Quello che devi fare è cercare le occasioni per muoverti.  Se le cerchi puoi trovarle. 
Certo, anche per cercare ci vuole energia, ma a volte c'è il rischio che tu usi le tue energie per allontanare da te  le migliori opportunità, che invece favorirebbero il cambiamento.
Spesso usi male le tue energie.

Datti un obiettivo di miglioramento, finalizzato alla scoperta dei tuoi lati migliori. E al cambiamento di quelle cose, materiali e immateriali, anche piccole, che ti sembra siano di ostacolo alla tua buona vita.
GM

 

"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""

L'educazione si colloca al centro dello sviluppo sia della persona sia della comunità; il suo compito è quello di consentire a ciascuno di sviluppare pienamente i propri talenti e di realizzare le proprie potenzialità creative, compresa la responsabilità per la propria vita e il conseguimento dei propri fini personali

""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""

"E' difficile fare le cose difficili; parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco. Bambini imparate a fare le cose difficili: dare la mano al cieco, cantare per il sordo. Liberare gli schiavi che si credono liberi."

GIANNI RODARI

"Quando si ha fiducia di poter fare una certa cosa, si acquisterà sicuramente la capacità di farla, anche se, all'inizio, magari non si è in grado"

"L'uomo diventa spesso ciò che crede di essere. Se continua a dire che non si riesce a fare una certa cosa, è possibile che alla fine si diventi realmente incapaci di farla"
M. GANDHI


"Un'esistenza significativa va al di là della mera gratificazione di necessità materiali. Non tutto si può comprare col denaro, non tutti sono disposti ad essere comprati. Quando penso ad un paese più ricco non penso alla ricchezza in denaro, penso alle minori sofferenze per le persone, al rispetto delle leggi, alla sicurazza di ciascuno, all'istruzione incoraggiata e capace di ampliare gli orizzonti.  Questo è il sollievo di un popolo"
DA UN'INTERVISTA A SAN SUU KYI

 

L'anima è tinta del colore dei suoi pensieri... Pensa solamente a quelle cose che sono in linea con i tuoi principi e che possono sopportare la luce piena del giorno. Tu puoi scegliere il contenuto della tua personalità. Giorno dopo giorno divieni ciò che scegli, ciò che pensi e ciò che fai. La tua integrità è il tuo destino. Essa è la luce che illumina il tuo sentiero.
ERACLITO

 

Non c'è nulla interamente in nostro potere, se non i nostri pensieri.
CARTESIO

 

""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""

 

Ero giovane e mi sentivo forte. Quella mattina di primavera uscii di casa e gridai: "Io sono a diposizione di chi mi vuole. Chi mi prende?". 
Mi lanciai sulla strada selciata. Ritto sul suo cocchio, con la spada in mano e seguito da mille guerrieri passava il re. 
"Ti prendo io al mio sevizio", disse fermando il corteo. "E, in compenso, ti metterò a parte della mia potenza".
Ma io della sua potenza non sapevo che farmene. E lo lasciai andare.
Nel pomeriggio assolato, un vecchio pensieroso mi fermò, e disse: "Ti assumo io, per i miei affari. E ti compenserò a suon di rupie sonanti". E cominciò a snocciolarmi le sue monete d'oro. Ma io dei suoi quattrini non sapevo che farmene. E mi voltai dall'altra parte.
La sera arrivai nei pressi di un casolare. Si affacciò una graziosa fanciulla e mi disse: "Ti prendo io. E ti compenserò con il mio sorriso". Io rimasi perplesso. Quanto dura un sorriso? Frattanto quello si spense, e la fanciulla dileguò nell'ombra.
Passai la notte disteso sull'erba, e la mattina ero madido di rugiada. "Io sono a disposizione...chi mi vuole?"
Il sole scintillava già sulla sabbia, quando scorsi un fanciullo che, seduto sulla spiaggia, giocava tra le conchiglie. Al vedermi alzò la testa e sorrise, come se mi riconoscesse. "Ti prendo io", disse, "e in cambio non ti darò niente".
Accettai il contratto e cominciai a giocare con lui. Alla gente che passava e chiedeva di me, rispondevo: "Non posso, sono impegnato".
E da quel giorno mi sentii un uomo libero.

RABINDRANATH  TAGORE

""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""

Io sono un uomo, e non considero nulla che sia umano estraneo a me
TERENZIO

""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""

Accompagnare qualcuno non significa prenderlo,

indicargli la strada, imporgli un itinerario

e neanche conoscere la direzione che prenderà,

ma vuol dire camminargli accanto,

lasciandolo libero di scegliere,

la sua via

e il ritmo del suo passo.

 

""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""


Pensiamo di ascoltare, ma solo raramente ascoltiamo con una reale comprensione, con un'empatia vera.

Eppure, questo tipo molto speciale di ascolto rappresenta una delle forze più potenti che io conosca, per poter migliorare.

CARL ROGERS


"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""

 

"Ciò che tiene prigionieri gli uomini,

che li mortifica e forse anche li rende tremendamente infelici

è il presupposto appeso lassù, da qualche parte che non si conosce,

di sapere sempre e tremendamente troppo.

Non sarà magari venuto il momento per noi

di partire dal non comprendere,

anziché dalla presunta provvista abbondante di sapere?"

A. GARGANI    "LO STUPORE E IL CASO"

 

""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""

Partecipare le proprie emozioni a qualcuno è la terapia più efficace per attenuare la loro tensione ; è una specie di drenaggio emotivo che abbassa il loro livello. Tenere tutto dentro, tutto per sé non è assolutamente salutare, equivale ad accumulare tensione nella propria vita psichica e a convertire le emozioni in scariche negative quali aggressività, stati ossessivi o depressivi, isolamento... Ma perché sia possibile un dialogo aperto, libero e vero, sono indispensabili due condizioni preliminari: l'autenticità e la fiducia. L'autenticità concerne il rapporto con sé stessi, la fiducia il rapporto con l'altro.

 

""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""

 

Quanta fatica facciamo a cambiare l'altro! Mi capita spesso, nel mio lavoro di counselor, di ascoltare come l'atteggiamento prevalente, di fronte alle difficoltà relazionali, sia quello di parlare degli errori dell'altro e dello sforzo enorme che viene fatto per cambiarlo. Lamentele, tendenza ad arrovellarsi nell'inutile tentativo e nello sforzo di cercare di far sì che l'altro cambi i suoi modi di fare.

Quando dico a chi mi sta di fronte che tutta la fatica che facciamo per modificare i comportamenti dell'altro è fatica totalmente sprecata, trovo sguardi un po' stupiti ma anche illuminati. Si è vero, mi sento dire, è una vita che mi arrabbio, ma non cambia niente!

Sembra strano che ci arrabattiamo con così tanto impegno a voler rendere l'altro diverso da quello che è quando sappiamo bene che la trasformazione avviene solo se ognuno di noi agisce su sé stesso e non sugli altri.

Ognuno può far evolvere sé stesso e trasformare alcuni aspetti di sé che sono di ostacolo al buon andamento della relazione, ma non può imporre all'altro di cambiare. Al contrario, più l'altro ha la sensazione di non essere accettato per come è, più resiste al cambiamento. Nessuno vuole essere manipolato. Nessuno vuole essere costretto. Ognuno vuole essere libero. Libero di trasformare alcuni aspetti di sé che, per poter migliorare, richiedono di essere stati prima accettati.

E' questo il segreto di ogni miglioramento, posso cambiare alcune mie parti solo se prima le ho viste e accettate, con l'umiltà di riconoscermi limitato.

E così è per la relazione, posso migliorare di fronte a te solo se mi sono sentito da te accettato e accolto con i miei limiti e le mie fragilità. La dolce sensazione di sentire autenticamente amata anche la mia parte meno affascinante, anche gli aspetti del mio carattere meno attraenti, permetteranno un mio graduale miglioramento.

Non è il rifiuto, ma l'accettazione, il motore di ogni crescita umana.
GM

 

""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""

 

Qualunque cosa gli altri sentano, pensino o dicano, non prenderla in modo personale.

Gli altri hanno le loro opinioni, in accordo con il loro sistema di credenze,

quindi qualunque cosa pensino di te, non riguarda te, riguarda loro.

 

""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""

 

Bisogna essere un po' matti per lasciarsi "mordere" dalla voglia di cambiare le cose. Per andare ad abitare il futuro prima che sia già "arredato". Bisogna essere un po' matti per uscire dagli schemi rassicuranti, aggirare le verità preconfezionate, aprirsi allo stupore dell'incontro con altri. Matti, per pensare che cercare è più importante che trovare, essere più prezioso che avere.

 

""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""

 

A liberarci non sono gli uomini e le ideologie. Se è un uomo a liberarmi, io sarò schiavo di quell'uomo. La liberazione è molto più misteriosa e radicale, tanto da travolgere e superare ogni ideologia. Ogni ideologia, per quanto rivoluzionaria, una volta arrivata al potere sarà sempre una forza conservatrice, se non altro per conservare il potere che ha conquistato. La libertà trascende tutti i miti...

 

"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""

 

Un antropologo propose un gioco ad alcuni bambini di una tribù africana. Mise un cesto di frutta vicino ad un albero e disse ai bambini che chi sarebbe arrivato prima avrebbe vinto tutta la frutta. Quando gli fu dato il segnale per partire, tutti i bambini si presero per mano e si misero a correre insieme, dopodiché, una volta preso il cesto, si sedettero e si godettero insieme il premio. Quando fu chiesto ai bambini perché avessero voluto correre insieme, visto che uno solo avrebbe potuto prendersi tutta la frutta, risposero: "UBUNTU, come potrebbe uno essere felice se tutti gli altri sono tristi?" UBUNTU nella cultura africana sub-sahariana vuol dire: "Io sono perché noi siamo".

 

"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""

 

Si tratta di riscoprire su tutta la linea esperienze di qualità ormai sepolte, si tratta di un ordine fondato sulla qualità.

La qualità è il nemico più potente di qualsiasi massificazione.

Questo significa rinunciare alla ricerca di posizioni preminenti,

saper gioire di una vita nascosta ed avere il coraggio di una vita pubblica.

Significa tornare dal giornale e dalla radio al libro, dalla fretta alla calma e al silenzio,

dal virtuosismo all'arte, dallo snobismo alla modestia.

Le quantità si contendono lo spazio, le qualità si completano a vicenda.
Dietrich Bonhoeffer

 

"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""

Storia Zen

IL DONO NON ACCETTATO
"Se qualcuno vi si avvicina con un dono e voi non lo accettate, a chi appartiene il dono?", domandò il samurai.
"A chi ha tentato di regalarlo", rispose uno dei discepoli. 
"Lo stesso vale per l'invidia, la rabbia e gli insulti", disse il maestro: 
"Quando non sono accettati, continuano ad appartenere a chi li portava con sé".

 

"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""

Poco importa sapere dove l'altro sbaglia, perché lì non possiamo fare granché. E' interessante sapere dove sbagliamo noi stessi, perché lì si può fare molto. 
Carl Gustav Jung

 

""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""

 

Non obbedire a chi ti dice di rinunciare all'impossibile.

L'impossibile solo rende possibile la vita dell'uomo.

Tu fai bene ad inseguire il vento con un secchio.

Da te, e da te soltanto, si lascerà catturare.

 

""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""

 

Temi di meno, ama di più.

Preoccupati di meno, sorridi di più.

Parla di meno, ascolta di più.

Giudica di meno, accetta di più.

Lamentati di meno, apprezza di più.

Parla di meno, fai di più.

Dubita di meno, fidati di più.

 

================================================================================================

Non arrabbiarti con il pozzo che è secco perché non ti dà l'acqua

piuttosto domandati perché continui ad insistere nel voler

prendere l'acqua dove hai già capito che non puoi trovarla.

"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""

 

Caro maestro, lei dovrà insegnare al mio ragazzo che non tutti gli uomini sono giusti,
non tutti dicono la verità, ma la prego di dirgli pure che per ogni malvagio c'è un eroe
per ogni egoista c'è un uomo generoso.

Gli insegni per favore che per ogni nemico ci sarà anche un amico,
e che vale molto più una moneta guadagnata con il lavoro che una moneta trovata.
Gli insegni a perdere, ma anche a saper godere della vittoria,
lo allontani dall'invidia e gli faccia riconoscere l'allegria profonda di un sorriso silenzioso.

Lo lasci meravigloare del contenuto dei suoi libri,
ma anche distrarsi con gli uccelli nel cielo, i fiori nei campi, le colline e le valli.
Nel gioco con gli amici gli spieghi che è meglio una sconfitta onorevole di una vergognosa vittoria,
gli insegni a credere in se stesso, anche se si ritrova solo contro tutti.

Gli insegni ad essere gentile con i gentili e duro con i duri
e a non accettare le cose solo perché le hanno accettate anche gli altri.
Gli insegni ad ascoltare tutti ma, nel momento della verità, a decidere da solo

Gli insegni ad ignorare le folle che chiedono sangue e a combattere anche da solo contro tutti,
quando è convinto di avere ragione.Lo tratti bene, ma non da bambino, perché solo con il fuoco si tempera l'acciaio.

Gli trasmetta una fede sublime nel Creatore e anche in se stesso,
perché solo così PUò avere fiducia negli uomini
ABRAHAM LINCOLN

 


Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si

allargano sulla sua superficie,  coinvolgendo nel loro moto, a distanze

diverse, con diversi effetti,
la ninfea e la canna, la barchetta di carta

e il galleggiante  del pescatore.

Oggetti che se ne stavano ciascuno per conto proprio, nella sua pace

o nel suo sonno, sono come richiamati in vita, obbligati a reagire, a

entrare in rapporto tra loro.


Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce

onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di

reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini,

analogie e ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa

l'esperienza e la memoria, la fantasia e l'inconscio e che è

complicato dal fatto che la

stessa mente non assiste passiva alla rappresentazione, ma vi

interviene continuamente, per accettare e respingere, collegare e

censurare, costruire e distruggere.


GIANNI  RODARI  -  "Grammatica della fantasia"